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L'annosa questione dei parcheggi per i lavoratori della RAI rimane ancora irrisolta

Torno sulla questione dei parcheggi per i lavoratori della RAI  di Milano mostrandovi quanto avevo scritto nelle richieste di una petizione che nel gennaio 2004 raccolse circa 700 adesioni tra i circa 800 lavoratori presenti in RAI. "In previsione dell'imminente realizzazione del progetto comunale che prevede la destinazione dell'intero territorio cittadino ad un'enorme zona blu a pagamento, chiediamo che, tenendo conto del vitale servizio pubblico (informazione, digitale terrestre, telecomunicazioni via ponti radio, satelliti ed altro) offerto dal Gruppo RAI e dalle sue consociate (dei turni di lavoro notturno, della sospensione del servizio dei trasporti tranviario in C.so Sempione), il Comune di Milano e la RAI s'impegnino al fine di conservare almeno 400 posti auto (delimitati da linee gialle), in spazi adiacenti all'insediamento produttivo di C.so Sempione, per i lavoratori (intesi come tutte le persone che si recano in sede per motivi di lavoro) ...

Oggi come ieri siamo pronti a guidare le lotte dei lavoratori

Se rileggessimo insieme qualche documento "vintage", ci potremmo accorgere come la storia tenda a riproporre le stesse situazioni. Lo scontento di tredici anni fa che ha portato ad una grossa protesta dei lavoratori della Rai Tv attraverso lo sciopero delle Squadre Esterne, in occasione dei Campionati Mondiali di Sci di Bormio  del 2005, potrebbe ripetersi qualora venisse apposta la firma sull'ennesimo contratto peggiorativo. Sicuramente, la condizione economica, sociale e culturale del Paese non aiuta; la classe politica non è all'altezza della situazione e si preoccupa soltanto dei propri privilegi anziché guardarsi intorno e comprendere che non sono i contributi figurativi, le esenzioni dal pagamento delle tassazioni previdenziali dei lavoratori o la svalutazione dei loro stipendi che potranno risolvere la crisi nella quale l'Italia e parte dell'Europa si trova ormai da circa un decennio. La situazione è preoccupante anche perché chi governa pensa che re...

UR902 aderisce a USI-AIT

Il nostro gruppo di lotta ha aderito all'USI,   Unione Sindacale Italiana  che si ricollega alla tradizione storica del sindacalismo rivoluzionario ed autogestito e che si pone come alternativa di classe ed organizzazione di tutti gli sfruttati, gli emarginati, gli oppressi. WDM Cose fondamentali da sapere sull'USI Ogni qualvolta si presenti la necessità, di fronte ai problemi sociali ed economici, l'USI si assume piena responsabilità dell'azione sindacale approvata mediante libere assemblee degli associati. (Dall'Art. 1 dello Statuto dell'USI) Nessuno degli aderenti può cercare di introdurre nell'USI la politica di partito che professa ed asservirla ad una casta padronale o religiosa. (Dall'Art. 4 dello Statuto) L'USI è l'organizzazione nazionale di tutti i salariati, pensionati, precari, disoccupati, di ogni sesso e nazionalità residenti in Italia che si propongono di raggiungere con le proprie forze l'emancipazione dell'uomo...

Perché ritornare alla difesa dei diritti dei lavoratori con UR 902?

In passato, mi sono occupato con successo di lotte sindacali; il mio è stato un impegno serio ed onesto, a salvaguardia soprattutto dei soggetti più deboli, di coloro che spesso venivano considerati indifendibili, sia perché venivano ritenuti portatori di problematiche personali abbastanza impegnative, o perché soffrivano di patologie importanti che non garantivano loro un regolare ritmo lavorativo. La dirigenza aziendale non ama avere intralci nel prendere decisioni e nella gestione del personale; alcune persone moralmente scorrette interpretano l'attività sindacale allo stesso modo e pensano che meno problemi gli si pongano, meglio si riescano a gestire i propri tesserati. Non è così. Un sindacalista coscienzioso sa che il suo ruolo è quello di tutelare tutti i lavoratori, anche quelli che la pensano diversamente da lui o aderiscono ad altre sigle. A dimostrazione di questo fatto, nel 2004 un gruppo di colleghi appartenenti a sigle esterne a quella che rappresentavo io, mi...