"Gli spettatori non trovano quello che desiderano, ma desiderano quello che trovano." Guy Debord La società dello spettacolo è stato un libro di culto che non ha mai smesso di essere tale. Ma la sua circolazione è stata quasi sotterranea. Penso che quando apparve fosse troppo avanti per essere capito fino in fondo. Il mondo accademico non poteva prenderlo sul serio. Il libro di Debord è stato così - come ha notato Ghezzi - il testo più saccheggiato, più utilizzato e meno citato dal '68 a oggi. Nel 1967 quando Debord scrive La società dello spettacolo il consumismo è appena agli esordi. I media hanno un peso limitato, la televisione ha ancora l'impostazione pedagogica che privilegia la censura rispetto alla molteplicità delle offerte. L'ideologia dominante è il marxismo nella sua forma più limitativa. Ancora nel '69 Althusser, nella sua prefazione al Capitale, consiglia di saltare la prima sezione del libro, a suo parere ancora troppo legata al pensiero ...
Conoscere l'ambiente di lavoro in cui si opera, unirsi agli altri lavoratori al di fuori delle logiche del potere politico per difendere i propri diritti e la propria storia con dignità e autodeterminazione.